Covers On My Bed, Stones In My Pillow Desvelos
cover of article Genere: Folk, Musica d'autore
1.Love Me Tender
2.Wayfaring Stranger
3.Peggy Sue Got Married
4.The Eternal
5.All Along the Watchtower
6.Lovers
7.Thoughtless Kind
8.A Mother's Last Words to Her Son
9.For the Good Times
10.Cold Cold Heart

WG Image CD USD 28.00

Condividere

Note

"Covers On My Bed, Stones In My Pillow" è fiorito attorno ad una cover di "For the Good Times" di Kris Kristofferson, registrata per motivi biografici. Poi il gusto di sperimentare con la produzione lo ha portato a diventare un inusuale album d’esordio solista, composto di sole reinterpretazioni. E se con i Dead Cat In A Bag spazia tra suoni di Balcani e Messico, America e Francia, qui Swanz (The Lonely Cat, per l’occasione), che della band è autore e frontman, si dedica a classici intoccabili come "Love Me Tender" di Presley, influenze innegabili come "The Eternal" dei Joy Division o brani meno conosciuti come "Lovers" di Tyla (Dogs D’Amour), pietre miliari da trasformare come "Cold Cold Heart" di Hank Williams o traditional come Wayfaring Stranger, scoprendo la malinconia di "Peggy Sue Got Married" di Buddy Holly, o trasformando "All Along the Watchtower" in un punk-folk screziato di bluegrass.

Si tratta di una serie di omaggi, una dichiarazione d’intenti musicali, di esperimenti di stile: intimo ma aperto a orchestrazioni più ampie, l'album è arrangiato, suonato e prodotto da Swanz, con qualche ospite esterno come Roberto Necco (longneck banjo) e Francesca Musnicki (viola e violoncello), ed esplora in modo intimo vocalità, pathos, stile e riferimenti del cantautore, seguendo ora la strada più filologica, ora l’azzardo del riarrangiamento più personale di canzoni lontane dalla sua scrittura e vicine al suo cuore. Un disco di folk in senso ampio, con l’estetica dell’istantanea e la cornice di suoni indagati nel dettaglio, dove banjo, armonium, chitarra, balalaika, mandolino, armonica, oggetti casalinghi, tastiere vintage ed elettronica trovano il calore di un lo-fi non ostentato.

Registrato nel salotto di casa, il disco è stato poi messo a punto nello studio della Good Luck Factory, insieme a Thomas Guiducci (ospite al basso e il banjo-chitarra in un brano).