Effe punto 2017
Coccodrilli  Novità  Labellascheggia
cover of article Genere: Indie, Musica d'autore, Pop
1.Oggi (Un inizio)
2.Brave persone
3.Lambrate
4.Gli ultimi amanti
5.Intervallo: Capitano
6.Il povero diavolo
7.Carlo
8.Intervallo: L'amor che ci tiene
9.L'anno del leone
10.Il fuoco e la luna
11.Intervallo: Pirati (Superstrada)
12.I corridoi del tempo
13.Gli audaci
14.Intervallo: Il cuore è un missile
15.La casa del padre (Una fine)

WG Image CD USD 25.10

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Note

Dopo una lunga militanza nei Ministri, Effe punto torna sulla scena discografica firmando un nuovo lavoro intitolato “Coccodrilli”.

Si tratta a tutti gli effetti di un concept album: suddiviso in 16 episodi, è immaginato come lo spazio che potrebbe intercorrere tra la scrittura di un “coccodrillo” - nel gergo giornalistico un necrologio scritto in anticipo, in attesa della notizia della morte di una persona nota - e l’effettiva notizia dell’avvenuto decesso. Quello spazio in cui si è ancora in vita ma qualcuno ha già scritto l’ultimo saluto.

E dunque questo disco è un’antologia di morti, presunte e apparenti, non verificate, assegnate in modo arbitrario, immaginate per puro compiacimento. Sono ritratti, exempla, cronache, monologhi, favole, resoconti sul fallimento e il piacere che procura, sulla consolazione e la tranquillità che ne deriva.

È un vademecum su come vivere la propria morte con un “anticipo tremendo” in un’ottica grottesca e rovesciata dove assistiamo con gusto al diorama della nostra morte piena di vita, una wunderkammer di rinunce, di aspettative e di possibilità inespresse, una collezione di preziosi “non è colpa mia”, l’archivio dei “momenti giusti”.

Accompagnato da nuovi e vecchi compagni d’avventura come Federico Dragogna (Ministri) e Andrea Sologni (Gazebo Penguins), Effe punto produce un mirabile esempio di songwriting nostrano in cui sonorità acustiche, elettriche ed elettroniche trovano un eccezionale equilibrio, mantenendo costante un’attenzione certosina verso ogni singolo dettaglio.

Il risultato complessivo restituisce un’opera di grande valore, accattivante sin dall’immagine di copertina in cui vengono rielaborate le tavole di Joris Hoefnagel, illustratore e cartografo fiammingo del ‘500.

La suggestione di queste illustrazioni rispetto al senso generale di “Coccodrilli” sta semplicemente nell’aria serena che restituiscono questi diorami naturali all’apparenza molto crudi: i frutti e i fiori (c’è anche la bizzarra presenza di un frutto di mare) sono assediati, attaccati e accompagnati da insetti.

La natura morta cannibalizzata dal microcosmo animale: il senso della vita stessa.