Il velo dei riflessi AMS
cover of article Genere: Progressive
1.Il paradigma dello specchio (Primo specchio)
2.Figlio dell'uomo (Secondo specchio)
3.Chi ti cammina accanto? (Terzo specchio)
4.Il bastone e il serpente (Quarto specchio)
5.Loro sono me (Catarsi)

WG Image CD CHF 32.40

Note

Quel Che Disse Il Tuono è una nuovissima formazione prog-rock nata dalla separazione, avvenuta nei primi mesi del 2018, tra Francesca Zanetta (chitarra, string machine) e gli Unreal City, dopo oltre cinque anni di collaborazione e tre album che hanno lasciato un forte segno nel panorama del rock progressivo italiano contemporaneo. Il forte desiderio di continuare il percorso artistico interrotto con gli Unreal City ha di lì a poco portato all'incontro, nel gennaio 2019, con Roberto “Berna” Bernasconi (basso e voce solista) e Alessio Del Ben (batteria, tastiere e cori). Il trio viene presto raggiunto da Niccolò Gallani dei Cellar Noise (pianoforte, tastiere, flauto e cori) e completa così la sua attuale formazione. Ospite d'eccezione ai cori e alle armonizzazioni vocali è inoltre Claudio Falcone dei leggendari Alphataurus.

Dall'affiatamento tra i musicisti e la voglia innata di esplorare nuovi sentieri musicali nascono dunque Quel Che Disse Il Tuono e il loro album d'esordio "Il velo dei riflessi", un lavoro colto come da 'tradizione progressive' sia nei testi che nella musica: cinque brani lunghi e complessi - una media di quasi dieci minuti a canzone - caratterizzati da una spiccata componente sinfonico/tastieristica, numerosi cambi di tempo e atmosfera, e da ampie sezioni strumentali. L’utilizzo di strumentazione originale d’epoca e un'approfondita ricerca nei meandri del prog sinfonico italiano degli anni '70 spingono le sonorità di questo album verso sentori vintage, mentre la modernità dei metodi di registrazione bilancia questo aspetto, riportando il tutto ai giorni nostri.

Dal punto di vista lirico inoltre, "Il velo dei riflessi" è un concept album che, attraverso la metafora degli specchi, tratta i temi della schizofrenia latente nell'essere umano, della repulsione delle proprie personalità (ciascuna racchiusa in uno dei quattro specchi corrispondenti ai primi quattro brani del disco), considerate come deviazioni, e della loro accettazione in quanto parte imprescindibile dell'individuo stesso (un processo descritto nella lunga conclusiva traccia finale).

Lo spettacolo deve continuare quindi, e non poteva farlo in maniera migliore!